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Argomenti :: Rassegna Stampa

Regione Lazio: stop ai controlli sugli infermieri fasulli


Denuncia del Presidente del collegio provinciale Ipasvi, Gennaro Rocco
Regione Lazio: stop ai controlli sugli infermieri fasulli
ItaliaSera del 13/09/2007

Denuncia del Presidente del collegio provinciale Ipasvi, Gennaro Rocco

di Loredana Errico
Dilaga negli ospedali del Lazio la presenza di falsi infermieri. Un fenomeno presente nella regione, dove solo nel 2006 si sono registrati 24 casi di false dichiarazioni con casi di diplomi contraffatti. Un problema che ora rischia di degenerare e di non poter essere arginato: l'assessore alla Sanità Augusto Battaglia ha infatti bloccato l'accertamento, richiesto da una normativa dello scorso anno, dell'iscrizione ai rispettivi albi professionali del personale sanitario che ne ha l'obbligo. E' la denuncia di Gennaro Rocco, Presidente del Collegio provinciale Ipasvi (Infermieri professionali, assistenti sanitari, vigilatrici d'infanzia) di Roma che nei giorni scorsi ha scritto una lettera aperta a Battaglia chiedendo la "ripresa delle verifiche a beneficio dei cittadini della nostra Regione". Ad agosto, infatti, l'assessore alla Sanità aveva invitato Asl, aziende ospedaliere, Irccs e Ares a "soprassedere momentaneamente alle verifiche" perchè i controlli imposti dalla legge 46 del 2006, si stavano svolgendo con criteri difformi. Battaglia ha chiesto di attendere il varo di regole generali. Secondo Rocco "Si tratta di una giustificazione strumentale. Non si capisce, infatti, in cosa dovrebbero essere uniformate le procedure per chiedere ai dipendenti di esibire la propria iscrizione all'Albo". Rocco sottolinea che "l'accertamento che gli infermieri abbiano le carte in regola per occuparsi dei pazienti, è un'importante forma di tutela del cittadino: una garanzia che sia assistito da professionisti in regola, che hanno i titoli previsti dalla legge e rispettano le norme deontologiche. Questo ritardare o sospendere le attività di controllo nuoce soprattutto al diritto del cittadino di essere assistito in tutta sicurezza".
E' fondamentale sradicare all'origine i fenomeni dell'illegalità nell'esercizio della professione. "La presenza dei falsi infermieri nelle strutture sanitarie della Regione è sporadica, ma esiste", dice Rocco sottolineando come oggi sia più difficile, anche per le aziende, avere il controllo sui dipendenti . "Il sistema del lavoro interinale e delle cooperative - continua - rende complicate le verifiche. A Roma ci sono ospedali quasi interamente a gestione di società esterne e alle quali appartengono professionisti che, pur lavorando nella struttura, pubblica non sono dipendenti". Con le verifiche richieste dalla legge tutto diventa più trasparente.
"Nel primo anno di introduzione della legge, nel 2006, infatti, sono stati contestati 24 casi di false dichiarazioni o di esercizio della professione con diploma contraffatto, contro i 29 casi del triennio precedente". I controlli, oltre a scovare i 'falsi' infermieri, servono anche a tenere lontane le persone che, secondo i criteri del collegio professionale, non sono adatti a svolgere la professione. "Tra le false dichiarazioni accertate ci sono anche quelle di persone che, pur di essere assunti, avevano affermato di non aver avuto procedimenti penali per reati incompatibili con i compiti dell'infermiere, come nel caso di violenza su minori. Tutti sono stati denunciati alle autorità competenti".
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