Dal Satse
SATSE considerato un attacco agli infermieri, la sanzione di due anni di radiazione di un infermiere per colpa grave
SATSE ritiene che tale sanzione costituisca un precedente negativo per la professione, se si ritiene di punire un infermiere solo per aver contrastato la decisione di un superiore riguardo al tempo necessario per eseguire una prestazione assistenziale.
Leon, 15 marzo 2010 .- SATSE respinge la decisione di punire l'infermiera, squalificata per due anni dal lavoro, perché ritenuta colpevole di aver commesso un grave delitto a disobbedire agli ordini di un superiore.
SATSE ritiene che tale sanzione costituisca un grave attacco diretto alla categoria e sostiene che contestare una decisione del medico, che sia un superiore o meno, non può costituire una colpa grave, per le vigenti normative.
L'infermiera aveva denunciato molestie da parte di un medico borsista, e comportamenti illeciti da parte del capo reparto che voleva imporre tempi ed organizzazione di lavoro ritenuti ingestibili dall'infermiera. SATSE ritiene quindi che tale sanzione serva piuttosto ad allontanare l'infermiera dal posto di lavoro impedendole così di denunciare per mobbing i suoi accusatori.
Accettare questa punizione significa accettarne anche le inevitabili ripercussioni nei centri di salute in quanto, gli infermieri, hanno una propria competenza professionale riconosciuta che non può venire meno ne essere minacciata da simili sanzioni.
Satse sostiene che situazioni simili nella comunità autonoma di Leon sono abbastanza comuni e quindi ne sono accadute anche di più gravi, senza arrivare ad emettere tali sanzioni.