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Rassegna (stampa online)

19/01/2026 | Quotidiano Sanità

Giù la maschera della sanità veneta, il caso Mestre è la punta dell’iceberg

- Il caso dell’ospedale dell’Angelo di Mestre con il reparto di terapia intensiva in affanno perché sotto organico. Le responsabilità dell’Asl e le richieste alla Regione del Veneto. A denunciare la situazione difficile degli infermieri e svelare il bluff della sanità veneta, da sempre considerata un’eccellenza, è il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega.- Ecco che cosa scrive su Quotidiano Sanità.

Gentile Direttore, si è svolto ieri il tentativo di conciliazione e raffreddamento dello stato di agitazione indetto dal personale infermieristico della terapia intensiva dell’ospedale dell’Angelo di Mestre che fa parte dell’AULSS 3 Serenissima.
Quello di Mestre è un ospedale Hub, individuato dall’Agenas come uno dei tre migliori del Veneto, eppure la terapia intensiva del nosocomio non ha un rapporto infermieri/pazienti di 1 a 2, come previsto dalle Linee guida internazionali, dal decreto interministeriale del 24 gennaio 2023, dagli standard fissati dalla stessa Agenas e come accade negli altri centri hub e spoke.

Le richieste di adeguamento avanzate più volte dal sindacato non hanno mai trovato accoglimento da parte aziendale. Nemmeno ieri in Prefettura c’è stata un’apertura in questa direzione, solo proposte palliative per venire incontro al disagio del personale, che ha partecipato all’incontro con una presenza rilevante.
Il diniego è stato motivato con la carenza di infermieri nel mercato del lavoro (oggi apprendiamo dalla stampa che il bando per 916 posti di infermiere ha ricevuto 2.988 domande di partecipazione) e, soprattutto sulla base della delibera n. 610 del 2014 della giunta Zaia che ha previsto un tempo minimo per le terapie intensive di 700 minuti/paziente. Un minutaggio che non consente di avere un rapporto di un infermiere ogni due pazienti critici (persone che dipendono in toto dalle macchine per le funzioni vitali).

La verità, quindi, al di là della narrazione mainstream di un Veneto eccellente, di una Regione attenta ai bisogni di salute dei propri cittadini e impegnata a trattenere gli infermieri in fuga dagli ospedali, è un’altra. E precisamente è quella di un territorio che spreme i propri professionisti sanitari, mettendo a rischio la salute dei lavoratori e dei pazienti. Tant’è che [...]

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