05/05/2026

Roma, 5 maggio - “Le celebrazioni si susseguono di anno in anno. Quasi che oggi fosse l’unica data del calendario in cui esiste e ci si ricorda dell’ostetrica. Per il resto, questa figura rimane relegata in un cono d’ombra. Senza avanzamenti sul fronte della valorizzazione e dell’autonomia professionale e senza riconoscimenti economici. Con il pesante risvolto, ancora troppo sottovalutato, di una sempre minore attrattività dell’ostetricia tra i giovani, che va a peggiorare una carenza già grave. Non dimentichiamo, infatti, che in Italia si registra uno dei tassi più bassi di ostetriche rispetto al resto dell’Europa in relazione alla popolazione (29 contro 43 ogni 100mila abitanti) e che se l’emorragia continua ne mancheranno il 30% entro il 2030”. È la considerazione che fa il Nursind, in occasione della Giornata internazionale dell’ostetrica.
“Il tempo corre, ma tutte le proposte che riguardano questa figura sanitaria sono al palo. Le iniziative normative per l’istituzione dell’ostetrica di famiglia e comunità prendono polvere in commissione Affari sociali alla Camera. Non va meglio al Senato dove pure ci sarebbe un ddl sul tema dell’accessibilità all’interruzione di gravidanza e, quindi, anche sull’assistenza ostetrica. Che dire, poi, della legge delega sulla riorganizzazione del Ssn che difficilmente vedrà la luce in questo scorcio di legislatura? Per la medicina territoriale, come annunciato dal ministro della Salute Schillaci, si va verso un decreto-legge. Peccato che per le ostetriche non ci sia [...]