12/05/2026 | Italia Oggi

Gli “eroi” delle corsie blindate dal Coronavirus stentano a sopravvivere. Tra ore di lavoro che superano sempre quelle dell’orario stabilito e organico sempre in rosso, gli infermieri alzano l’ennesimo grido d’aiuto. Nella giornata internazionale dell’infermiere, il Centro studi Nursind presenta l’indagine “Vita da infermiere”. A sei anni dal Covid solo il 23,3% degli intervistati ritiene adeguati i dispositivi di sicurezza. Otto su dieci soffrono una scarsa valorizzazione professionale.
Tra livelli insufficienti di sicurezza sul luogo di lavoro, adempimenti burocratici che allungano i turni oltre l’orario stabilito, scarsa valorizzazione professionale e logoramento psico-fisico, gli infermieri non se la passano bene.
“Lo studio è nato con l’obiettivo di indagare il livello di benessere lavorativo degli operatori sanitari - spiega l’autore della ricerca Donato Cosi, responsabile del Centro studi e membro della direzione nazionale del sindacato -. Un benessere che, numeri alla mano, purtroppo è un obiettivo ancora lontano da raggiungere”.
Poca sicurezza e gravi mancanze in reparto
Ancora nel 2026 e dopo una pandemia come quella da Covid, solo il 23,3% degli intervistati ritiene i presidi e dispositivi di sicurezza individuale adeguati, mentre il 20,3% segnala gravi mancanze o si sente costantemente a rischio e il restante 56,4% riscontra comunque qualche carenza. Non solo, ma sempre nella [...]
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Oggi è la Giornata internazionale dell’infermiere, ma non si festeggia. C’è mancanza di personale e scarsa valorizzazione professionale