La tragedia al Monaldi, la Fnomceo e i capponi di Renzo
Non bastava l’invasione di campo della Fnomceo che, con una mozione, ha cercato di intervenire sull’iter per l’istituzione delle tre nuove lauree magistrali in Cure primarie e sanità pubblica, in Cure pediatriche e neonatali e in Cure intensive e nell’emergenza.
Il presidente della Federazione, Filippo Anelli, ha addirittura cercato di strumentalizzare spudoratamente una grandissima tragedia come la morte del piccolo Domenico, dopo il fallimentare trapianto di cuore al Monaldi di Napoli, solo per ragioni di apparato. Tentare di addossare gli errori del tragico caso di cronaca agli infermieri, infatti, altro non è se non una prova di debolezza da parte di una categoria cui interessa solo primeggiare e non cedere quote di ‘potere’. Una difesa corporativa che non giova al nostro Ssn e che rischia di farci fare la figura dei capponi di Renzo.
Ecco perché come Nursind condanniamo il comportamento tenuto dal presidente Fnomceo sul piano umano e su quello deontologico. Denota infatti mancato rispetto sia per le famiglie coinvolte nella vicenda e sia per le indagini in corso che gli infermieri per primi vogliono possano fare chiarezza al più presto sui fatti.
Rimane il danno subito da un’intera categoria, denigrata da dichiarazioni maldestre e non supportate da alcuna evidenza: Anelli si è permesso di infangare il lavoro che quotidianamente svolgono gli infermieri, prendendosi cura dei propri pazienti e in particolare di quei professionisti che fino all’ultimo minuto hanno prestato assistenza al piccolo Domenico. Il consiglio non richiesto che ci sentiamo di dargli è quello di guardare un po’ di più in casa sua, soprattutto quando si azzardano sentenze che potrebbero rivelarsi un boomerang.
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