''Anche la Cassazione dà ragione agli infermieri: no al demansionamento''
Roma, 18 giugno – “Il ricorso sistematico e non occasionale a mansioni inferiori, proprie della categoria del personale ausiliario, è una violazione del diritto del lavoratore al rispetto della propria professionalità. Non solo, ma si tratta di una violazione anche nel caso in cui l’attività prevalente rimanga quella infermieristica”. E’ questo, in sintesi, il pronunciamento della Cassazione che dà ragione al Nursind e ai 18 infermieri che hanno chiamato in causa per demansionamento il Grande ospedale metropolitano (Gom) ‘Bianchi-Melacrino-Morelli’ di Reggio Calabria”. A darne notizia è Vincenzo Marrari, segretario territoriale e membro della direzione nazionale del sindacato.
“E’ il giusto epilogo di una battaglia che, insieme al nostro legale Domenico de Angelis, abbiamo intrapreso nel 2018. Si tratta, tra l’altro, di una vittoria doppia - continua Marrari -. Prima c’era stata, infatti, la sentenza della Corte d’Appello che aveva ribaltato il primo grado di giudizio, riconoscendo il diritto dei lavoratori al ristoro economico per circa 600mila euro complessivi”.
“Non solo - rimarca il vicesegretario nazionale Nursind Salvatore Vaccaro -, ma è un risultato che assume un valore particolare, rompendo finalmente una consuetudine molto radicata al Sud e quindi non estranea a un territorio difficile sul piano della sanità come quello della Calabria. Questi pronunciamenti proprio per l’area in cui insistono inoltre sono destinati a fare scuola”.
A tal proposito, il segretario aziendale Michele Nucera ricorda che “molti altri giudizi sulla questione del demansionamento, sono ancora in corso, ed altri ancora saranno attivati sia contro il Gom sia contro l’Asp di Reggio Calabria”.
