Le novità introdotte dalla Legge di bilancio 2026
Quali sono le novità della Legge di bilancio 2026
e del Milleproroghe?
Prestazioni aggiuntive
Nel 2026 le Regioni avranno la possibilità di incrementare la spesa destinata alle prestazioni aggiuntive del personale del Servizio sanitario nazionale. Le risorse complessive ammontano a 143,5 milioni di euro, di cui 101,9 milioni destinati ai dirigenti medici e 41,6 milioni al comparto sanità.
Sul fronte fiscale le prestazioni aggiuntive continueranno a beneficiare dell’imposta sostitutiva IRPEF al 15%
Straordinari
Per il lavoro straordinario resta la tassazione agevolata al 5% per il personale infermieristico del pubblico impiego, estesa dal 2026 anche al settore privato, garantendo così parità di trattamento.
Detassazione al 15%
Turni, notti e festivi tassati al 15% per il 2026.
Agevolazioni:
- fino a 1.500€ nel privato per redditi non superiori a 40.000€ l’anno
- fino a 800€ nel pubblico per redditi non superiori a 50.000€
Nuove aliquote IRPEF
- 23% redditi fino a 28.000€
- 33% redditi tra 28.001€ e 50.000€
- 43% redditi oltre 50.000€
Valorizzazione economica del personale
A partire dal 2026 è prevista una significativa valorizzazione economica del personale sanitario attraverso l’indennità di specificità, con risorse dedicate a tutte le professioni:
► fino a 412 milioni di euro annui per medici e veterinari
► fino a 480 milioni per gli infermieri
► fino a 13,5 milioni per la dirigenza sanitaria
► fino a 208 milioni per sanitari (escluso infermieri) e gli operatori sociosanitari
Dal 2026 sono inoltre previste misure specifiche per i servizi di pronto soccorso: le Regioni potranno incrementare fino all’1% i fondi destinati a premialità e indennità per il disagio nel periodo 2026-2029, rafforzando il riconoscimento economico di chi opera nei contesti più complessi.
Scudo penale
La limitazione della responsabilità penale per i professionisti sanitari, prevista nei casi di grave carenza di personale, viene prorogata di un anno e resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026.
Allo stesso modo, è estesa fino alla stessa data anche la deroga al vincolo di esclusività, consentendo al personale sanitario di continuare a svolgere attività compatibili oltre il rapporto principale, secondo le norme vigenti.
Stabilizzazione del personale
È stata prorogata fino al 31 dicembre 2026 la possibilità di procedere alle stabilizzazioni del personale impiegato durante l’emergenza Covid- 19, sia per la pubblicazione dei bandi sia per la maturazione dei requisiti.
Per accedere alla stabilizzazione è necessario aver maturato almeno 18 mesi di servizio tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2026, con contratti a tempo determinato o di collaborazione nel pubblico impiego.
La misura riguarda anche il personale esternalizzato con funzioni tecniche e amministrative, ma per questi lavoratori il termine per maturare i requisiti di anzianità è anticipato al 31 dicembre 2025.
Permessi per malattia dei figli
Settore pubblico
- Figli da 0 a 3 anni: giorni illimitati di cui i primi 30 retribuiti al 100% e poi non retribuiti
- Figli da 3 a 14 anni: si passa da 5 a 10 giorni non retribuiti all’anno per ogni figlio
Settore privato
- Figli da 0 a 3 anni: permessi illimitati ma non retribuiti
- Figli da 3 a 14 anni: si passa da 5 a 10 giorni non retribuiti all’anno per ogni figlio
Congedi parentali e di paternità
I mesi di congedo parentale retribuiti al 30% potranno essere utilizzati fino al compimento dei 14 anni del figlio, ampliando così una possibilità che in precedenza era limitata ai 12 anni.
e di paternità
Viene confermato il congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni lavorativi anche non continuativi - ma non frazionabili a ore - che possono aumentare a 20 in caso di parto plurimo. Il congedo è fruibile tra i due mesi precedenti e i cinque successivi al parto, anche contemporaneamente al congedo di maternità.
Bonus mamme
Vengono introdotte alcune novità:
- l’assegno mensile passa da 40€ a 60€, riconosciuto in un’unica soluzione con la mensilità di dicembre 2026.
Chi può beneficiarne?
- Lavoratrici madri con due figli, fino al compimento del decimo anno del figlio più piccolo, o lavoratrici madri con tre o più figli (solo a tempo determinato), fino al compimento della maggiore età del figlio più piccolo
- Tutte le madri lavoratrici dipendenti (pubblico e privato) e le lavoratrici autonome, con un reddito annuo lordo non superiore ai 40.000€













