info@nursind.it

Questo sito può utilizzare cookies tecnici e/o di profilazione, anche di terze parti, al fine di migliorare la tua esperienza utente.

Proseguendo con la navigazione sul sito dichiari di essere in accordo con la cookies-policy.   Chiudi

Rassegna (stampa online)

22/07/2026 | Quotidiano Sanità

Comparto Sanità Il nodo risorse frena il rinnovo del contratto 2025-2027. Aumenti medi di 240 euro al mese per gli infermieri. I sindacati: poche risorse. Aran: “Cifre diffuse non corrispondono alla bozza”

Prosegue il negoziato all’Aran per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale del comparto Sanità 2025-2027. L’incontro di oggi ha registrato alcuni avanzamenti sul testo, ma le principali organizzazioni sindacali continuano a esprimere forti riserve, soprattutto sul fronte economico e sulla valorizzazione del personale. Al centro del dibattito gli aumenti retributivi, che secondo il Nursind arriverebbero a una media di circa 240 euro lordi mensili per gli infermieri, ma anche il mancato rafforzamento delle indennità per il lavoro su turni, il diritto alla mensa e il riconoscimento delle professionalità. Al termine della riunione è arrivata anche una presa di posizione dell’Aran, che contesta le cifre diffuse da alcune sigle sindacali.

Secondo il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, il contratto “delude sul piano economico”. Il sindacato sostiene che gli aumenti tabellari, al netto delle risorse destinate all’indennità di specificità (93 euro) e degli arretrati dell’indennità di vacanza contrattuale, non rappresentino quella svolta necessaria per rendere la professione infermieristica realmente attrattiva. Nursind evidenzia come gli incrementi medi previsti per gli infermieri siano pari a circa 240 euro, contro i 172 euro del precedente rinnovo contrattuale. Un dato giudicato positivo rispetto al passato, ma insufficiente a colmare il divario tra responsabilità professionali e riconoscimento economico. Il sindacato sottolinea inoltre che la differenza retributiva tra l’area dei professionisti della salute e quella degli assistenti si limita a circa 10 euro lordi mensili, mentre rispetto agli operatori il divario è di appena 18 euro, confermando, secondo Nursind, una sostanziale compressione delle differenze tra i diversi profili.

Secondo il Centro studi del sindacato, un infermiere con anzianità media percepisce soltanto 137 euro netti in più rispetto a un operatore socio-sanitario. Sul piano normativo, la bozza introduce il riconoscimento delle [...]

Articolo completo su Quotidiano Sanità
 Comparto Sanità Il nodo risorse frena il rinnovo del contratto 2025-2027. Aumenti medi di 240 euro al mese per gli infermieri. I sindacati: poche risorse. Aran: “Cifre diffuse non corrispondono alla bozza”